Storia di Copparo

Dopo anni di controversie circa l’etimologia del toponimo Copparo, lo storico monsignor Balboni interviene a dissipare ogni dubbio. Egli afferma, infatti, che Copparo deriva dalla lontana denominazione di Massa Occuparii o Cupparium, dove la radice del termine indica un luogo di conservazione dei beni. Tenendo presente che il termine Cupparium è contrazione del precedente Aucuparium, ne ricaviamo che il bene in questione è la caccia: il termine Copparo indica perciò un luogo di caccia.

La prima testimonianza storica della presenza del borgo copparese è del 918. La ricerca in questione è del Muratori: l'atto di donazione della proprietà di Corte Firminiana, che aveva ai propri confini Copparo (…a tertio latere Cuparius…). La seconda fonte storica è una lettera di Papa Martino III del 944, dove Copparo appare come Massa Copario. Una terza citazione riguarda una diatriba apertasi tra l’Esarcato di Ravenna e il Patriarcato di Adria per il controllo delle zone di Copparo e Coccanile.

Le notizie storiche che abbiamo non riguardano soltanto citazioni ma ci segnalano anche lavori e avvenimenti nel borgo, come la ricostruzione della chiesa romanica sotto Papa Innocenzo III nel 1133 o della torre campanaria nel 1184. Da queste date e fino all’inizio del XV secolo, il borgo copparese ha un notevole sviluppo, tanto da costringere il vescovato di Ferrara a crearvi una diocesi e ad istituire uffici pubblici per il pagamento delle decime.

In questi anni gli Estensi, signori di Ferrara, costruiscono a Copparo un castello, dimora di piacere   e punto di controllo del territorio, poiché questo è sito al confine con la tanto odiata Repubblica di Venezia. La tenuta di caccia è quella di Cinzalino (Zenzalino).

Il 22 novembre 1482 Copparo scrive una pagina nera nella propria storia, il castello estense infatti viene distrutto durante un attacco dei veneziani ed il saccheggio che ne consegue è tremendo. Un secondo attacco dei veneziani arriva nel 1509, quando vengono fermati dal Duca Alfonso I nella battaglia di Polesella.

La delizia estense successiva è del 1540 costruita dall’architetto Terzo de’ Terzi e voluta da Ercole II. In questo palazzo le stanze vedono gli affreschi del Bastianino, dei fratelli Dossi, di Girolamo da Carpi e del Garofalo. Il grandioso complesso è costituito da cinque torri tra loro comunicanti, dotato di un ampio cortile interno. I fastosi giardini dell'epoca occupavano probabilmente l'area in cui oggi si trovano le due piazze principali del centro, dalla caratteristica forma a "T" capovolta: Piazza della Libertà e Piazza del Popolo.

Sfortunatamente anche questo palazzo subisce diverse disavventure: un incendio nel 1808 e la demolizione di una parte pericolante nel 1822.  Le uniche due tele salvate (opera dello Scarsellino) sono ora nella chiesa parrocchiale.

 

             

Con la fine del ducato estense a Ferrara, Copparo passa allo Stato Pontificio ed arrivò da Roma la famiglia Barberini, che la fece da padrone fino a metà dell’800.

Nel 1862 il Comune di Copparo acquista le rovine della Delizia e decide di restaurarle per farne la sede dell'Amministrazione Comunale. Il restauro viene completato nel 1875. Le due torri d'angolo rimaste quasi intatte, vengono incorporate nella facciata e al centro di questa si pone un elaborato frontone con incastonato un orologio a cifre romane. La Delizia Estense è ancora oggi sede del Comune di Copparo;  l'unica torre retaggio dell'originaria fortificazione accoglie la Biblioteca Comunale e la Sala Torre, spesso sede di spettacoli, dibattiti e conferenze. Al fianco della Torre Estense si trovano le antiche carceri e una costruzione detta delle Botteghe Artigiane, oggi entrambe sedi della Pinacoteca, arricchita da opere di arte contemporanea di autori locali quali Oreste Marchesi (1883-1949) e Italo Cinti (1898-1969). 

Nel cortile retrostante il Palazzo Comunale, un tempo cortile interno della Delizia, si trova un sentiero lastricato che ricalca l'antico camminamento compiuto dalle sentinelle per  sorvegliare il perimetro delle antiche mura.

 

Delizia Estense

L'ultima ristrutturazione dell'edificio risale al giugno 2003

Nel 1908 il Parlamento approva la divisione del Comune di Copparo: si costituiscono così i comuni di Ro, Berra, Formignana e Le Venezie (l'attuale Jolanda di Savoia).

Nel 1910 il paese è parte del Mandamento di Copparo (assieme a Berra, Formignana, Jolanda di Savoia, Ro e Tresigallo) e nel 1817 è riconosciuto come il più vasto e popolato comune agricolo d'Italia.

 Fin dai suoi albori, il territorio copparese ha sempre dovuto fare i conti con le disastrose alluvioni del Po. Queste a più riprese hanno cancellato l’enorme opera di bonifica voluta  dagli Estensi: le rotte d' argine più rovinose furono quella di Papozze del 1592, di Berra nel 1595 e di Zocca nel 1640.

 

 

Piazza di Copparo nel 1901                     Piazza di Copparo durante il sabato fascista

 

 

Storia del Palio di Copparo

 

La nascita del Palio in chiave moderna si ebbe il 15 Aprile 1934 per volere di Italo Balbo (Quartesana, Fe 1896 - Tobruk 1940), Governatore della Libia; nella prima edizione vinse la Dezima. A quell'epoca le gare (tiro alla fune, corsa dei fanti, corsa dei putti, staffetta 4x100, corsa dei somari) si tenevano nel campo sportivo locale. I Rioni erano così denominati: la Furnasa dla Smilzana, la Mota, la Dezzima, l'Oca dal Crusar.

La nascita del Palio di Copparo nel 1934

       

Il Rione Dezima al Palio di Copparo   Vecchia immagine dei Porta Gonfaloni del Palio

Quest'unica manifestazione fu realizzata dalle famiglie più altolocate di Copparo: i Caretti, i Casalini, i Balli, i Zardi. Per l'epoca fu una rappresentazione grandiosa e dispendiosa, forse per questo rimase per anni un “evento unico”. Solo nel 1950 si ripresentò l'occasione di un nuovo Palio, che si rifaceva a quello del '34, ma solo come torneo di calcio tra i quattro Rioni. Proprio in questa occasione vennero ufficilizzati i gagliardetti delle quattro Contrade, simili a quelli del '34  ma volutamente rinnovati. Questa manifestazione non andò oltre la terza edizione (1952). Nel 1958 l'Associazione Universitaria Copparese diede vita alla rievocazione storica di Casa d'Este e ad un Premio di Pittura. Furono noleggiati 40 vestiti di foggia cinquecentesca ed in quell'occasione era presente la TV di Stato. Finalmente nel 1977, per volontà di un gruppo di “arditi”cittadini copparesi, si decise di riportare in auge la gloriosa rievocazione e si stabilì l'ambito cronologico e culturale in cui collocarla: il Ducato di Ercole II. Venne definita anche la planimetria dei quattro Rioni e furono confermati gli stemmi del 1950. La prima edizione del '77 debuttò assai timidamente ma ebbe il grande merito di incuriosire anche i più scettici. Da quel momento la manifestazione crebbe d’interesse al punto che, nel 1980, si dovettero costruire delle tribune per contenere le migliaia di spettatori accorsi per assistere alle gare. Nel 1994 è stata fondata l’Associazione dei Rioni di Copparo. Il Palio ormai è una tradizione copparese assai consolidata e seguita.

Il Palio di Copparo si svolge ogni anno a Giugno in onore dei Santi Patroni Pietro e Paolo, vede la presenza di  centinaia di figuranti, musici, sbandieratori ed atleti dei quattro Rioni.

La sede dei Rioni e dell'Ente Palio è a Palazzo Zardi, in Via Garibaldi a Copparo.
Nel 2007 ricorrerà il trentennale del Palio di Copparo.

Proclama d'apertura del Palio di Copparo

 

Per altre informazioni:

Documentazione su Copparo

 

Documentazione su Ferrara e dintorni

 

Bird e Gaia - Rione Mota Web Staff 

Il Rione Mota ringrazia tutti coloro che, a dimostrazione del grande amore che nutrono per il Palio di Copparo, hanno messo a nostra disposizione le immagini che arricchiscono questo sito. I testi di questo sito sono frutto della ricerca dello Staff Mota. Ci scusiamo per qualsiasi imprecisione vi possa essere ed invitiamo la comunità Copparese a contattarci qualora si volesse ampliare o migliorare quanto abbiamo scritto. [info@rionemota.it]

 


Sito Non Ufficiale del Palio di Copparo (Fe) - Per informazioni contattare: info@rionemota.it - www.rionemota.it